Valentina Dallari libro “Non mi Sono mai Piaciuta”

Valentina Dallari libro “Non mi Sono mai Piaciuta”

Valentina Dallari, l’ex tronista di Uomini e Donne racconta il suo periodo buio legato all’anoressia: «Dimagrivo per sentirmi accettata. Oggi ho capito che bisogna amarsi per quello che si è»

In Breve

Valentina Dallari, ex tronista di Uomini e Donne, oggi dj e scrittrice, ci racconta il periodo travagliato legato all’anoressia…

• Non mi sono mai piaciuta. Ero bruttina e timida da piccola. Credevo di dovermi vergognare per non essere perfetta
• Valentina Dallari anoressia: non sono mai stata una grande amante del cibo. Circa quattro anni fa mi misi a dieta per dimostrare a me stessa che potevo portare a termine i miei obiettivi. Dimagrivo per sentirmi accettata
• Valentina Dallari e il successo a Uomini e Donne: non ero pronta a quella fama improvvisa. La pressione mediatica ha peggiorato la situazione
• Tutti intorno a me si sono accorti che stavo male, dalla famiglia agli amici. Ho accettato di farmi aiutare solo per mia sorella
• Valentina Dallari e i social: postavo foto quando ero malata ma non mi mostravo mai perché mi vedevo grossa. I commenti cattivi mi hanno dato il colpo di grazia
• Valentina Dallari oggi: ora sto meglio ed il cibo è diventato un piacere ma è una lotta continua
• Valentina Dallari libro: Non mi sono mai piaciuta mi ha permesso di mettere nero su bianco quello che avevo in testa e di regalare materiale per una auto analisi. Volevo mettermi al pari degli altri, abbattendo la distanza tra seguace ed artista
• Questa esperienza mi ha insegnato che non possiamo essere perfetti e che dobbiamo amarci per quelli che siamo. La vera bellezza arriva da dentro

 

 

Una luce apparente. Valentina Dallari, ex tronista di Uomini e Donne, oggi anche una delle dj più affermate del momento, ha raccontato in un libro dal titolo emblematico Non mi sono mai piaciuta, la sua battaglia contro l’anoressia e gli haters.

Valentina ha conosciuto la fama grazie alla nota trasmissione di canale 5 ma in realtà quel castello dorato fatto di serate, uscite sui giornali, era pura finzione. Dentro stava male da tempo e tutta questa popolarità improvvisa, i riflettori continuamente puntati addosso, le regole della tv e dei social che impongono alle influencer di essere bellissime e magrissime, l’hanno fatta sprofondare ancora più in basso.

Solo dopo un lungo cammino all’interno di un centro specializzato e con la musica costantemente al suo fianco, Valentina è riuscita ad uscirne, a riprendere in mano la sua vita, mettendosi totalmente a nudo in un libro per aiutare le tante ragazze che la seguono e che magari vivono lo stesso dramma.

Oggi Non mi sono mai piaciuta è in vetta alle classifiche di Amazon come il libro più venduto, segno evidente che l’anoressia è una piaga sociale importante, sempre più diffusa soprattutto tra le giovanissime…

 

Valentina partiamo dal principio. Perché non ti sei mai piaciuta? Che cos'è che non amavi della tua immagine?

«Non mi piaceva nulla. Da bambina ero particolarmente bruttina, per cui sono cresciuta con la consapevolezza di essere in un certo modo. Mi ero già fatta un’idea di quella che ero, ma non ci soffrivo molto. La cosa che mi faceva realmente male era il fatto che le persone non mi prendevano in considerazione, gli uomini, le altre ragazze. Ero bruttina e timida, non ero affascinante né come donna né come amica. Crescendo sono diventata più carina, ma nella mia testa io ero sempre la stessa bambina di prima, odiavo la iper sensibilità e la sfogavo criticando il mio corpo. Credevo di dovermi vergognare per non essere perfetta, credevo che se avessi nascosto i miei difetti la gente mi avrebbe ascoltato di più».

 

Quando hai iniziato ad avere problemi con il cibo?

«Non sono mai stata una grande amante del cibo, mi annoia mangiare. Mi piace purché sia una cosa breve, una piccola parentesi della mia giornata. Circa quattro anni fa decisi di mettermi a dieta, fu una sorta di dimostrazione a me stessa che potevo portare a termine gli obiettivi che mi ero prefissata. Più passava il tempo e più mi sentivo forte e non nascondo che questa forza di volontà mi ha anche aiutato a impegnarmi realmente sul lavoro. Credevo non ci fosse più spazio per il piacere, il dovere mi dava una sorta di estasi impagabile. Ma la verità è che non siamo macchine e non sapevo che, prima o poi, qualcosa si sarebbe spezzato».

 

Il successo improvviso a Uomini e Donne, la popolarità e la pressione mediatica hanno peggiorato la situazione?

«Credo di sì, come dico spesso, quando sono andata in tv, a 20 anni, non avevo ancora quella maturità personale che mi avrebbe potuta aiutare ad affrontare una cosa così grande. Sono passata da zero a cento, cambiando la mia vita ma non ero pronta. A volte ci scordiamo che le piccole decisioni che prendiamo in realtà possono cambiare tutto quanto…Io mi ci sono trovata e ho accettato senza pensare. L’ho “pagata” più tardi».

 

Chi si è accorto per primo che stavi male?

«Credo un po’ tutti insieme. La famiglia, gli amici, le persone che mi seguono. Ho perso circa 23 kg e ormai era una cosa oggettiva, non si poteva fare finta di niente. La mia famiglia mi ha sostenuto, facendo errori come è giusto che sia. Non è facile stare accanto a una persona ammalata, soprattutto a livello psicologico. Io li vedevo come una minaccia, pensavo esagerassero. Questa “avventura” ci ha cambiati, ora siamo più legati».

 

Quando hai preso consapevolezza del fatto che eri malata? Cosa ti ha convinto a farti aiutare?

«Ho accettato solo per mia sorella, ho ragionato allo stesso modo di quando accettai di andare al programma. “Va beh ci provo”. E non avrei potuto fare scelta migliore. La consapevolezza è soggettiva, c’è a chi arriva e a chi non arriva mai. Io ho iniziato ad avere pensieri verso il quarto mese di ricovero, ma una parte di me ancora non ci crede che sia successo»

 

Quando eri malata che tipo di rapporto avevi con i social? Quali commenti ricevevi alle foto che postavi?

«Postavo ma non mi mostravo mai. Mi vergognavo di come ero perché io mi vedevo grossa. Non mi esponevo e comunque ricevevo insulti e sfottò, come se fosse una questione di capricci, non una malattia vera e propria. Avevo paura di postare e odiavo il web. Non mi hanno accolta e questo ha portato ad un ulteriore odio verso il mio corpo e verso me stessa. Diciamo che mi hanno dato il colpo finale».

 

Oggi come sta Valentina? Qual è il tuo rapporto con il cibo e soprattutto con la tua immagine?

«Oggi sto meglio, il cibo è diventato un piacere anche se quando sono giù di morale sfogo lì tutto il mio dolore. È una lotta continua, contro una parte di me che non se ne andrà mai. Dopo tutto questo tempo, però, ho qualcosa che prima non avevo, la consapevolezza. Quando mi vedo grossa e mi sento poco amata, cerco di andare alla radice del problema, senza sfogarlo nel modo sbagliato e malsano che conosco. Non è facile e non posso dire che questa cosa non mi abbia cambiata totalmente».

 

Cosa ti ha insegnato questo periodo brutto della tua vita?

«Mi ha insegnato che non possiamo essere perfetti, che dobbiamo circondarci solo di persone che sappiano amarci per quelle che siamo. Mi ha insegnato che il mio benessere e le mie volontà vanno sempre al primo posto, che nessuno ha detto che devo sopportare alcune condizioni solo per non ferire gli altri. Ora penso a me e se vedo qualcosa che possa minacciare il mio io la taglio fuori».

 

Perché hai deciso di metterti a nudo in un libro? È stato difficile ripercorrere con la mente quel periodo?

«Non ci sono tante storie su queste malattie, almeno raccontate da un personaggio social. Credo che ci sia bisogno di storie vere, di fatti reali, per far sentire le altre persone capite e per confortarle. Odio la distanza tra seguace e artista, volevo abbatterla facendomi vedere nelle mie debolezze, sfatando il mito del “tutto perfetto”. Non vedevo l’ora di raccontare quello che avevo in testa e non vedevo l’ora di regalare materiale perfetto per una auto analisi. Volevo semplicemente aiutare.
Non è stato facile, ma sono orgogliosa di quello che è venuto fuori. L’ho voluto scrivere da sola, per essere ancora più vera e diretta. Non vedo l’ora di scriverne un altro».

 

Oggi più che mai siamo schiavi della perfezione estetica. Cosa ti senti di dire alle giovani ragazze che sono ossessionate dal proprio corpo e che magari stanno vivendo un incubo come il tuo?

«Per arrivare al punto di fregarsene ci vuole un percorso personale molto lungo. Farsi aiutare, parlare, aiuta sempre. Non posso promettere che tutto svanirà, ma credo sia importante trovare un equilibrio con se stessi, trovare quel compromesso giusto per permetterci di vivere più serenamente. La bellezza arriva da dentro, chi non lo capisce, non fa per noi. Amatevi per quello che siete».

 

di Maria Lucia Panucci