Medicina Estetica

Ringiovanimento con cellule staminali Roma
- Dr. Andrea Carboni

In Breve


• Cellule staminali- utilizzo in medicina estetica
• Ringiovanimento duraturo nel tempo e poco invasivo
• Sinergia di grasso e cellule staminali- funzione ringiovanente e riempitiva
• Autotrapianto e autorigenerazione: la nuova faccia della medicina estetica

Il Dr. Andrea Carboni vanta una formazione maxillo-facciale e si occupa da vent’anni di Chirurgia e Medicina Estetica, opera in strutture ospedaliere e nei suoi due studi, uno in viale Parioli e l'altro a Viterbo.
Quest’oggi ci spiega funzione e utilizzo delle cellule staminali in Chirurgia Estetica.

Oggi si parla di ringiovanimento con cellule staminali. Riguarda solo il viso o anche il corpo?

«Le cellule staminali possono essere usate per il ringiovanimento di qualsiasi parte del corpo, anche delle mani, ma chiaramente la richiesta maggiore riguarda il viso».

Le cellule staminali da dove si prelevano?

«Si trovano in varie strutture corporee, ma nei primi anni duemila è stato scoperto che il grasso ha un grande quantitativo di cellule mesenchimali (cellule staminali adulte).
Esiste oggi la possibilità di prelevare il grasso da adiposità localizzate, solitamente dall'addome o dalle culotte de cheval, per poi ottenere un filtrato iper concentrato di cellule staminali tramite appositi kit monouso. È possibile inoltre, decidere la quantità di cellule da reiniettare ed eventualmente associarla ad un lipofilling (riempimento attraverso l’innesto del proprio grasso corporeo) per ripristinare i volumi del viso. Quindi nella stessa seduta, possiamo utilizzare un concentrato di cellule staminali, di grasso o di entrambi».

Qual è l’azione specifica delle cellule staminali?

«Le azioni sono molteplici, in campo estetico quella fondamentale è antirughe e ringiovanente: le cellule una volta reiniettate nel sito ricevente hanno la possibilità di trasformarsi in cellule proprie di quel tessuto. Se prendiamo come esempio il viso, le cellule staminali iniziano a produrre collagene ed elastina apportando un formidabile ringiovanimento, riuscendo a produrre sostanze naturali senza materiali estranei. Si può considerare un vero e proprio autotrapianto.
Non occorre essere in sovrappeso, perché la quantità di grasso necessaria da prelevare è davvero minima.
È un ottimo metodo anche per migliorare le cicatrici».

L’effetto si vede subito?

«L’effetto è duraturo e stabile nel tempo ma non istantaneo, infatti occorre attendere qualche settimana per iniziare ad apprezzare il miglioramento generale del tono e della qualità dei tessuti».

Il filler, invece, che durata ha?

«Dipende dal sito d’infiltrazione e dal tipo di filler, quello più usato è l’acido ialuronico. I migliori oggi durano fino a circa 8 mesi. Inoltre la durata dipende dalla zona trattata, è ovvio che il filler utilizzato in una zona soggetta a movimento, come le labbra, durerà un po’ meno poiché ne viene accelerato il riassorbimento».

Ogni quanto bisogna effettuare il trattamento di autotrapianto di cellule staminali?

«Innanzitutto bisogna tener conto di diverse variabili come ad esempio la quantità di cellule iniettate, tenendo conto che una parte di esse durante il trapianto si perderà ma quelle che sopravvivono rimarranno efficienti ed attive per tutta la loro vita. A seconda della necessità di ogni singolo paziente, è possibile ripetere il trattamento a distanza di mesi o anni».

Chi è che non può effettuare questo tipo di trapianto?

«La metodica è molto confortevole, non vi sono particolari controindicazioni e si esegue tranquillamente in anestesia locale. È controindicato in alcuni quadri sindromici o in soggetti allergici ai farmaci anestetici.
La chirurgia estetica sta lentamente cambiando. Fino a qualche anno fa la chirurgia tendeva a modificare i tessuti, oggi la tendenza è quella di rigenerarli nei modi più naturali possibile con trattamenti sempre meno invasivi, affidandosi a professionisti di esperienza».


Intervista di Giancarlo Loiacono