Dire addio a occhiaie e palpebre cadenti senza bisturi con la blefaroplastica non chirurgica

Non serve il bisturi per rimuovere la pelle invecchiata,le nuove tecnologie di bellezza restituiscono giovinezza allo sguardo

l bisturi non è più l’unica soluzione al tempo che passa e accanto agli interventi chirurgici tradizionali sono arrivate tecnologie di chirurgia non ablativa in grado di ringiovanire lo sguardo. Saggezza e carisma aumentano con l’età e non sarà una palpebra cascante ad impedirci di aprire il nostro sguardo luminoso al mondo. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Marina Esposito nel suo studio di Roma.

Chirurgia non ablativa, quindi chirurgia senza asportazione. «è un ossimoro» spiega ladott.ssa Marina Esposito, ginecologa e specialista in medicina estetica, «sembra una terminologia che si contraddice da sola. Stiamo parlando di una tecnica assolutamente efficace che agisce senza anestesia, senza lasciare cicatrici e senza traumi ai tessuti circostanti». La chirurgia non ablativa arriva qualche anno fa come una rivoluzione nel campo dell’estetica e deve la sua fama e diffusione al prof. Giorgio Fippi, ideatore e divulgatore della disciplina che oggi è in grado di risolvere la maggior parte di patologie ed inestetismi cutanei.

“Uno degli strumenti creati dal prof. Fippi, il Plexr, genera una carbonizzazione a livello superficiale e una maggiore elasticità dei tessuti sottostanti». Il Plexr utilizza il quarto stato della materia, il plasma.

I tessuti trattati con questo strumento sublimano, ovvero passano direttamente dallo stato solido allo stato gassoso. In parole semplici, la parte di tessuto cutaneo trattata con Plexr viene vaporizzata dunque eliminata. Non avviene sanguinamento, non vengono danneggiati i tessuti circostanti, non serve anestesia. «La blefaroplastica è la destinazione principe di questo tipo di tecnologia e si esegue senza bisogno di anestesia né di placche di riferimento come per i bisturi utilizzati nella chirurgia tradizionale. Un grande vantaggio è la possibilità di vedere dinamicamente cosa stiamo facendo, momento per momento, perché il paziente è sveglio e nel corso dell’intervento gli viene chiesto di aprire e chiudere gli occhi così che il medico
possa monitorare il risultato già durante l’intervento. Al contrario, la blefaroplastica chirurgica, prevede una tecnica non dinamica che comporta il rischio che il paziente al risveglio si trovi con un occhio più aperto dell’altro ed un piccolo filino cicatriziale che può dar fastidio. La blefaroplastica eseguita con Plexr non lascia cicatrici” Per eliminare la cute in eccesso ed ottenere un risultato ottimale occorrono al massimo tre o quattro sedute eseguite ad un mese di distanza l’una dall’altra. I costi sono sostanzialmente inferiori rispetto alla chirurgia tradizionale ed i risultati durano anni.
Vai alla scheda medico della Dott.ssa Marina Esposito

di Teresa Peccerillo



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