Chirurgia "Naturale"

Eliminare tatuaggi Roma- dr. Massimo Laurenza

È tatto mania ma molti si pentono. Il dott. Massimo Laurenza ci spiega quali sono i rischi nel fare i tatuaggi e le tecniche più efficaci per rimuoverli

In Breve


Il dermatologo Massimo Laurenza ci spiega gli eventuali rischi che un tatuaggio comporta e ci indica le tecniche più efficaci in fatto di rimozione

• Quando si fa un tatuaggio si possono creare dei granulomi sulla pelle oppure alcuni soggetti possono manifestare allergie ad alcuni colori utilizzati
• In caso di allergie bisogna intervenire localmente con pomate cortisoniche oppure con l’asportazione chirurgica del lembo di cute interessata
• Alcuni pigmenti sono potenzialmente cancerogeni ed il tatuatore dovrebbe dare al cliente l’elenco di quelli usati ma non è un obbligo di legge
• Per rimuovere il disegno le tecniche più sicure e più efficaci sono il laser QSwitched e il laser a Pico ma può rimanere un lieve alone
• Ci vogliono dalle 8 alle 10 sedute per cancellarlo completamente. No alla rimozione nei mesi estivi
• Gli accorgimenti dopo la rimozione? Usare una crema cortisonico /antibiotica per 10/15 giorni, non traumatizzare la pelle e tenerla coperta per evitare che venga a contatto con i raggi del sole.

Da Katy Perry ad Angelina Jolie, da Megan Fox a Victoria Beckham fino ad arrivare ad Eva Longoria e Britney Spears. Sono tante le star pentite del tattoo che hanno deciso di farsi rimuovere dalla pelle un disegno, una scritta, una iniziale legata ad un momento particolare della loro vita. E questa scelta non riguarda solo i vip ma anche le persone comuni. Nonostante siano stati aperti negli ultimi anni più di 2.500 centri, segno evidente che la tattoo mania non conosce crisi nel nostro Paese, allo stesso tempo sono cresciute anche le richieste di rimozione. Secondo un'indagine condotta dell’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 7 milioni gli italiani tatuati ma il 17,2% ha confessato di volerne cancellare almeno uno e di questi il 4,3% ha dichiarato di averlo già fatto. I motivi? Scelte avventate, ostacoli alla carriera ma soprattutto amori finiti. Ne sa qualcosa Federica Pellegrini che, ai tempi della sua storia con Luca Marin, si fece tatuare il suo soprannome Balu, poi rimosso quando la relazione finì. Stesso discorso per la chiacchieratissima coppia formata da Belen Rodriguez e Stefano De Martino. Per sugellare il loro amore si fecero incidere sulla pelle lo stesso disegno, due innamorati abbracciati dentro ad un cuore con scritto “Io e te”. Poi il tattoo fu cancellato quando decisero di lasciarsi.

Abbiamo parlato con il dermatologo, il dott. Massimo Laurenza, degli eventuali rischi che un tatuaggio comporta e delle tecniche più innovative in fatto di rimozione…

Quali spiacevoli conseguenze può portare sulla pelle un tatuaggio?

«L’inserimento di pigmenti per ottenere un tatuaggio segue l’iter di qualsiasi introduzione di sostanza estranea. In particolare però gli inchiostri per i tatuaggi sono costituiti da corpuscoli troppo grandi perché possano essere rimossi dalle cellule cosiddette “spazzine”, che rimuovono cioè sostanze estranee, tecnicamente macrofagi, e quindi restano nella cute a comporre il disegno. Talvolta, anche per manovre errate, si possono formare dei granulomi, cioè neoformazioni reattive che sono anche queste reazioni di protezione dell’organismo. Infine non dimentichiamoci che alcuni soggetti possono presentare delle allergie soprattutto ad alcuni colori».

A proposito di allergie, come bisogna intervenire?

«In caso di allergie il paziente deve rivolgersi ad un dermatologo che esaminerà le trasformazioni della cute causate dall’allergia. In questo caso non si può ricorrere ad una rimozione laser, in quanto si rischierebbe di far estendere l’allergia. Bisogna intervenire con provvedimenti locali che possono andare dall’applicazione di pomate cortisoniche, all’infiltrazione di cortisonici retard (Triamcinolone acetonide) o, talvolta, all’asportazione chirurgica del lembo di cute interessata».

I pigmenti che vengono utilizzati sono tutti sicuri?

«Recentemente il Rapex (Sistema Europeo di allerta per i prodotti pericolosi) ha segnalato una serie di coloranti come potenziali cancerogeni, quindi teoricamente il tatuatore dovrebbe consegnare al cliente l’elenco di quelli usati ma non è un obbligo di legge. Se poi il paziente vorrà rimuovere il tatuaggio dovrebbe mostrare questa certificazione al medico che prenderà le precauzioni del caso».

Molte persone finiscono per pentirsi del tatuaggio e decidono di rimuoverlo. Al momento quali sono le tecniche più sicure ed efficaci?

«Nel corso degli anni sono state proposte molte soluzioni per rimuovere i tatuaggi ma tutte lasciavano cicatrici importanti. 25 anni fa l’invenzione dei laser QSwitched ha risolto il problema perché ha un impulso brevissimo (8 ns) che non permette all’energia di trasformarsi in calore. Quindi distrugge il pigmento che verrà riassorbito ma non scalda il tessuto al punto da provocare ustioni e cicatrici. Da pochi anni sono stati proposti anche laser a Pico secondi che hanno potenze ancora maggiori. Pertanto queste oggi sono ritenute le uniche tecniche valide per la rimozione dei tatuaggi».

Il disegno si elimina del tutto?

«In genere sì ma può rimanere un lieve alone o qualche piccola zona leggermente più chiara. Purtroppo chi rimuove il tatuaggio in genere non sa né che tipo di inchiostro è stato usato né quanto ce n’è nella pelle né a che profondità è stato inserito. Senza queste informazioni è difficile essere precisi nelle previsioni. Talvolta, dopo la rimozione, possono manifestarsi quei piccoli puntini bianchi che erano i segni dell’ago utilizzato ma chiaramente quando c’era il pigmento non si vedevano».

Quante sedute occorrono per rimuoverlo?

«Le sedute in genere non sono mai meno di 8/10 e, poiché si eseguono ogni 6 settimane, per una rimozione completa bisogna programmare un anno o più».

In che periodo dell'anno è bene togliere il tatuaggio?

«Come tutti i trattamenti cutanei è sempre bene evitare i mesi caldi, in cui ci si espone al sole».

Quali accorgimenti bisogna adottare dopo la rimozione per non incorrere in spiacevoli conseguenze?

«Sulla zona trattata va applicata una crema cortisonico /antibiotica per 10/15 giorni, non traumatizzare la pelle e tenerla coperta per evitare che venga a contatto con i raggi del sole».


di Maria Lucia Panucci