Chirurgia plastica

Addominoplastica post gravidanza Roma- dr. Valter Degli Effetti

Tornare in forma dopo il parto? Per un addome piatto a volte è necessario affidarsi alla chirurgia plastica

In Breve


• Addominoplastica post gravidanza: in cosa consiste quest’operazione e quando è necessaria
• Addome rilassato post gravidanza: ecco come e quando agire
• La diastasi addominale è una condizione caratterizzata da perdita della tonicità e cedimento strutturale nella zona addominale. Per riconoscerla occorre affidarsi ad un professionista
• Diastasi ed ernie ombelicali: cause e rimedi

Capita che, in seguito alle gravidanze, alcune donne lamentino la difficoltà di tornare alla forma iniziale. L’accumulo di pelle o adipe sull’addome, infatti, spesso è indice di un inestetismo difficile da risolvere ma può essere anche il campanello d’allarme di una diastasi addominale. Il dr. Valter Degli Effetti ha spiegato di cosa si tratta ed in che modo la chirurgia plastica rappresenti una valida soluzione anche per chi teme le cicatrici.

Nello Specifico

«L’addominoplastica consiste in un intervento di chirurgia plastica all'addome, serve a ridare tensione alla zona interessata dall'operazione. Le ragioni per cui la pancia può non rappresentare il proprio ideale estetico possono essere riconducibili a fattori genetici, ma spesso dipende da una gravidanza».

Quali sono le ragioni per cui da una gravidanza può scaturire un profondo cedimento dei tessuti addominali?

«Lo sviluppo fisiologico del bambino all’interno dell’addome genera un aumento delle pressioni e una distensione dei tessuti (sia cutanei che adiposi) ma soprattutto la distensione dei muscoli retti dell’addome, che sono due e dovrebbero essere affiancati vicendevolmente. La distensione generata dalla gravidanza causa un allontanamento di questi muscoli l’uno dall’altro, di conseguenza gli organi interni tendono ad estroflettersi. Questo fenomeno si chiama diastasi addominale».

Sottoporsi ad estenuanti sedute in palestra può aiutare o peggiora le cose?

«In casi del genere si tende ad aumentare l’attività sportiva ma non avviene alcun miglioramento, anzi, si finisce per complicare la situazione. Il muscolo diventa ancora più tonico e trofico, la sua contrazione più esuberante, finendo così per comprimere i visceri interni che, dove non c’è il muscolo, tendono ad allinearsi ed estroflettersi formando quella che comunemente è definita “pinna di squalo”, ovvero una protuberanza al centro dell’addome, mentre intorno all’ombelico può formarsi un’ernia. Anche quella piccola struttura di fasce e non più di muscoli si rompe e consente la fuoriuscita della parete addominale dei visceri».

Estetica a parte, ci sono importanti rischi in cui si potrebbe incorrere a seguito di questa patologia. Quali sono?

«Nei casi più estremi, la diastasi può causare anomalie posturali o, in casi ancor più gravi, problematiche respiratorie (per un’articolata questione di equilibri tra pressione addominale e pressione endotoracica) anche se, grazie all’avanguardia della chirurgia plastica, queste ripercussioni oggi sono davvero remote!»

Non sempre le pazienti che soffrono di diastasi sanno che si tratta di una vera e propria patologia e che, in quanto tale, esistono delle cure risolutive…

«Capita spesso che una paziente si sdrai sul lettino lamentando il fatto di non riuscire ad eliminare il grasso o la pelle in eccesso situata sull’addome da anni, nonostante diete infinite ed intensa attività sportiva ignorando, il più delle volte, di avere un’ernia di questo tipo e la diastasi.
In quel momento il modus operandi ricorrente è quello di spiegare loro che si tratta di un problema esclusivamente meccanico che genera, poi, quell’inestetismo. I modi più semplici di aggredirlo sono quelli di un’incisione verticale sull’addome riproponendo l’integrità dei muscoli. Con la chirurgia tradizionale si è soggetti ad una conseguenza che spesso dissuade molte donne da questo intervento: una cicatrice verticale al centro dell’addome.
La chirurgia plastica cerca di ottimizzare questo effetto spostando la cicatrice da verticale ad orizzontale riprendendo leggermente quella che può essere una semplice cicatrice del cesareo molto bassa in modo che rimanga nascosta dallo slip».

Quali sono i rischi da addominoplastica?

«L’addominoplastica è un intervento con bassa percentuale di controindicazioni e alta percentuale di successo, le richieste sono sempre in aumento e provenienti non solo da donne, ma anche da uomini che combattono con il cedimento strutturale o adipe in eccesso da anni!
Il mio consiglio è di scegliere accuratamente i professionisti a cui affidarsi e tenere sempre bene in mente che non è mai troppo tardi per arrivare - o tornare - a piacersi!


di Francesca Bubba