Chirurgia plastica

Lifting. Quanto ne sappiamo davvero? Intervista al dr. Giovanni Smaldone, chirurgo plastico

Il Lifting chirurgico va ancora di moda?

Sì, a dirlo è il dr. Giovanni Smaldone, chirurgo plastico a Roma, che ha parlato anche del rapporto tra chirurgia e medicina estetica. Il lifting risolve rugosità importanti che non si possono ridurre altrimenti, ma è anche vero che per un risultato ottimale molti interventi di chirurgia plastica necessitano di essere abbinati a trattamenti di medicina estetica.
In breve
  • Chirurgia Plastica e Medicina Estetica possono agire in modo combinato
  • Il lifting chirurgico risolve importanti rugosità
  • L’età in cui si può ricorrere al lifting varia in base alla genetica della persona
  • Il lifting deve dare al paziente un aspetto naturale e “riposato”
Dr. Giovanni Smaldone

Il lifting chirurgico, ovvero l’intervento più chiacchierato dello showbiz e non solo, è da considerarsi un “grande classico” della chirurgia plastica. La medicina estetica, dal canto suo, propone tecnologie innovative che promettono risultati analoghi a quelli chirurgici con pratiche semplificate e non invasive. Abbiamo chiesto al dr. Giovanni Smaldone, chirurgo plastico e medico estetico, in che modo si rapportano le due discipline e cosa comporta un intervento di lifting.

Molti pensano che esista rivalità tra medicina estetica e chirurgia plastica…

“In realtà si tratta di branche della medicina che possono agire in modo combinato. I trattamenti di medicina estetica, ad esempio, possono essere consigliati come preventivi o integrativi di un intervento chirurgico”.

Ad esempio?
“Per un intervento di addominoplastica su un paziente in sovrappeso, il chirurgo lo indirizzerà ad uno specialista in scienze dell’alimentazione o ad un nutrizionista per prepararlo all’intervento, e potrà avvalersi di un medico estetico per preparare ulteriormente il paziente”.

Alla luce di tutte le novità della medicina estetica che promettono risultati anche migliori del lifting chirurgico, c’è stata una effettiva diminuzione della richiesta da parte dei pazienti?
No. Il motivo per cui un paziente si rivolge al medico estetico e non al chirurgo plastico fondamentalmente riguarda il timore di essere operato e, in secondo luogo, la volontà di non spendere troppo. Chi fa medicina estetica da molti anni sa perfettamente che le due discipline non possono sostituirsi l’una all’altra. Non si può dire ad un paziente che intraprende un percorso di medicina estetica per contrastare la formazione delle rughe: “tu non ricorrerai mai al lifting” perché non è così. Si può ritardare il momento in cui sia necessario quel tipo di intervento ma non si può pensare che la medicina possa sostituirsi alla chirurgia e garantire gli stessi risultati, in quanto sono complementari e non sovrapponibili.”

A che età si può fare un lifting?
Dipende dalla genetica della persona, dalla qualità e dallo stile di vita. Ci sono persone di sessanta anni che non hanno bisogno di lifting e giovani di ventotto- trenta anni che purtroppo ne hanno bisogno, seppure in forma contenuta. Ciò avviene perché hanno una pessima genetica oppure delle cattive abitudini, ad esempio fumano molto, hanno preso molto sole in modo scorretto, hanno un’igiene di vita azzardata con forti stress, ritmi circadiani alterati, assumono alcool o altre sostanze. Questi fattori cambiano l’anatomia perché alterano l’ossidazione cellulare favorendo un invecchiamento cellulare precoce”.

Un lifting chirurgico potrebbe notarsi meno di una serie di punture?
Assolutamente sì. Il lifting non necessariamente deve stravolgere il volto. Secondo la mia idea, serve a dare al viso un aspetto più riposato. Non condivido la promessa di dare al paziente venti, trenta o quaranta anni di meno perché bisogna valorizzare il volto rispettando l’età, il carattere, etc. A vent’anni si ha un tipo di pelle, a cinquanta un altro. Secondo me è bello vedere qualche ruga, dà carattere e personalità a chi la indossa. Un viso eccessivamente disteso, scarsamente mimico, non ha niente di bello, soprattutto se l’intervento non viene integrato da trattamenti di medicina estetica su collo, mani, décolleté, piedi.
Tornando alla domanda sull’eccesso di “punturine”, bisogna tener conto del fatto che la pelle è sì elastica ma, nel tempo, tale elasticità diminuisce, quindi se noi la gonfiamo iniettando qualcosa, quando poi questo qualcosa si riassorbe, la pelle si svuota”.

I filler vanno rifatti periodicamente?
Sì perché l’acido ialuronico dopo alcuni mesi si riassorbe. Ma attenzione per alzare uno zigomo non è sufficiente fare un lifting. Spesso, se si agisce da un punto di vista chirurgico bisogna mettere una protesi profondamente a livello del periostio, a contatto con l’osso, e fissarla. Questa solleva e, a differenza del filler, non grava come peso perché non è appoggiata ai tessuti molli ma è attaccata all’osso.
Ci sono dei falsi miti nell’ambito della chirurgia plastica. Tutti i giorni ho delle persone che mi chiedono iniezioni di acido ialuronico per sollevare gli zigomi ed eliminare le pieghe nasogeniene. Non è questo il modo. Tutti abbiamo delle pieghe sul volto, è fisiologico e non possiamo eliminarle del tutto o diventeremmo inespressivi. Il chirurgo interviene sulla lassità dei tessuti e bisogna valutare sempre il caso specifico, fare una visita preliminare approfondita che determini, qualora fosse necessario, il lifting, il tipo da fare, se solo cutaneo o anche muscolare”.

Lei non fa visite su whatsapp?
Assolutamente no. Una visita preparatoria va sempre fatta di persona. Il chirurgo deve vedere, valutare e decidere con il paziente alcuni concetti. Lo stesso paziente deve vedere in volto il chirurgo, ci deve parlare e sentire che cosa ne pensa. Non siamo una scatola di montaggio. Serve il rapporto diretto tra paziente e medico”.

Tempistiche di un intervento?
Variano a seconda del tipo. Lifting è un termine generico, deriva dall’inglese to lift, sollevamento. Ma di cosa? Pelle, muscoli, con protesi, senza protesi, con pappa piastrinica o senza.”

Quanto dura la convalescenza?
“Con un mini-lifting nell’arco di 5-6 giorni si torna alla vita sociale e non si vede nulla; altri possono limitare il paziente nella socializzazione anche per 15 giorni”.

Prezzi?
“Da un minimo di 5000,00 euro”.


di Giancarlo Loiacono

Guarda la scheda medico del dr. Giovanni Smaldone