Alimentazione

Emorroidi cause - dr. Leoluca Vasapollo

In Breve


Abbiamo parlato di emorroidi con il dr. Leoluca Vasapollo, Chirurgo Proctologo di Roma. Il disturbo, che colpisce un gran numero di italiani, piò essere tenuto sotto controllo anche grazie all’alimentazione. A questo proposito, lo chef Alessandro Circiello ci ha suggerito alcune gustose ricette a base di ingredienti utili nella cura delle emorroidi.
• Le emorroidi sono ectasie vascolari causate da diversi fattori
• Stitichezza e gravidanza possono favorire la comparsa delle emorroidi
• Per la prevenzione è sconsigliato l’abuso di carni rosse e insaccati
• Sì a cibi ricchi in fibre

Sei italiani su dieci sopra i 18 anni soffrono di emorroidi, una malattia fastidiosa ed imbarazzante che, se non viene curata adeguatamente, può provocare altri problemi. Abbiamo interpellato Leoluca Vasapollo, esperto in chirurgia proctologica dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, per capire come prevenire e curare questa patologia.
Dottor Vasapollo, che cosa sono le emorroidi e quali sono i soggetti più colpiti?
“Le emorroidi sono delle ectasie vascolari, cioè dilatazioni di strutture vascolari presenti a livello del canale anale. Si nasce con queste strutture che poi con il tempo possono aumentare di volume e dare fastidio. In quel caso parliamo di malattia emorroidaria. Ad essere il più colpito è il genere femminile dove incide soprattutto la gravidanza, un momento in cui questa patologia tende a manifestarsi perché con l’aumento di volume dell’utero si ha una compressione sui vasi tributari delle emorroidi che impediscono il normale flusso del sangue. Questo può peggiorare senz’altro la dilazione dei noduli emorroidari”.

Quali sono le cause più frequenti della manifestazione della malattia?
“La causa più frequente è senz’altro la stitichezza che porta a sforzarsi o ad esagerare con le spinte defecatorie. Il rischio è che insorga un prolasso (rilassamento) della mucosa rettale. La fuoriuscita dei cuscinetti emorroidari altro non è che la manifestazione del prolasso del retto dovuto alla stitichezza. La regolarizzazione dell’alvo (degli atti defecatori) è la prima misura da adottare in questi casi. Poi anche lavori faticosi con il sollevamento di pesi comporta uno sforzo fisico importante, determinante nel peggioramento della patologia, nonché le mansioni svolte in ambienti molto caldi”.

Ci sono dei sintomi particolari per riconoscere il problema?
“Sicuramente la sensazione di peso, il dolore, il bruciore e il sanguinamento. Quest’ultimo in particolare deve essere un campanello d’allarme tale da indurre il paziente a rivolgersi al medico di fiducia perché spesso viene attribuito dal malato alle emorroidi e invece può essere la manifestazione di altre patologie ben più importanti, tra cui quella più grave è il cancro del retto”.

Se non vengono curate le emorroidi possono essere pericolose?
“Si tratta di una patologia benigna e tale resta. Certamente se non si interviene e peggiora, può comportare altri problemi sempre legati al canale anale, come le ragadi o le proctiti, cioè l’infiammazione del canale anale”.

C’è un modo per prevenirne l’insorgenza?
“Fondamentale è l’alimentazione. Bisogna bere molto e aumentare la quota di fibre nella propria dieta, consumando prevalentemente frutta, verdura, cereali e legumi in modo costante e regolare. Per garantire una migliore e naturale evacuazione, le feci devono avere volume e una consistenza morbida. In questo proprio le fibre hanno un ruolo fondamentale perché a contatto con l’acqua tendono a gonfiarsi, favorendo così una espulsione fecale senza sforzi. Quelle migliori, che quindi sviluppano più volume, si trovano nella crusca di frumento. In generale consiglio sempre un regime alimentare che comprenda tutto, prediligendo però gli alimenti integrali, poco raffinati e anche lo yogurt”.

Gli alimenti da evitare?
“Si parla tanto del peperoncino ma in realtà studi recenti hanno dimostrato che non è la causa dell’insorgenza della patologia emorroidaria. Sicuramente può peggiorarla quando si trova in una fase acuta così come anche l’abuso di vino rosso, pepe, carne rossa e insaccati”.

La medicina a che punto è arrivata nella cura della patologia?
“Oggigiorno abbiamo a disposizione dei farmaci con proprietà antiossidanti che migliorano il tono venoso. Vanno bene sia per curare la patologia quando si trova nella fase acuta sia per prevenirne l’insorgenza nei soggetti più predisposti. La chirurgia si riserva a quei pazienti che non rispondono alla terapia medica e che hanno sintomi tali da alterare lo stato di salute e la qualità di vita, come sanguinamenti costanti, dolore e bruciore cronico. Abbiamo a disposizione diverse tecniche che vanno da quelle parachirurgiche che vengono eseguite in ambulatorio, come la legatura elastica emorroidaria, ai veri e propri interventi più o meno invasivi. C’è per esempio quello che prevede l’utilizzo di suturatrici meccaniche, dove viene fatta una sezione circolare della mucosa del retto e quindi un riposizionamento delle emorroidi all’interno del canale anale oppure il trattamento laser che però si usa da poco tempo. Infine c’è l’intervento classico di emmorroidectomia che si fa da decenni e che oggi ha a disposizione una strumentazione moderna, come il bisturi a radiofrequenza che ha il vantaggio di procurare meno dolore e di favorire una migliore cicatrizzazione”.

Per concludere, ci sono delle abitudini quotidiane da evitare?
“Non bisogna stare tanto tempo seduti sul water. Molte persone sono solite rimanere sul gabinetto mezz’ora, un’ora mentre leggono il giornale, giocano con il cellulare o fumano sigarette. Credono di riuscire così ad espletare più facilmente mentre invece è una posizione che va assolutamente evitata perché tende a far prolassare la zona ano-rettale”.


di Maria Lucia Panucci