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L’importanza di chiamarsi Instagram. Negli Hobby e nel Lavoro vincono i selfie

instagram Nascere negli anni ’80 ha un vantaggio: oltre ai cartoni animati giapponesi, ai CD, alla nascita delle boy band pop, c’è l’aver vissuto il passaggio dall’era No-Social a quella Social.
L’irruzione di Facebook nelle vite di molti inconsapevoli universitari in alcuni casi è stata una svolta, in altri è passata quasi in sordina. Tra i nati negli anni Ottanta, infatti, c’è una folta schiera di negazionisti: idealisti convinti di potersi opporre all’avanzata dei social, fieri scrutatori dei profili altrui orgogliosi di non averne uno proprio. Ecco, molti di loro finiscono per capitolare.
È la generazione dei nati tra l’inizio degli anni Ottanta e la fine dei Novanta, fino ad ora definita dei Millennials, Generazione Y o, ancora, Generazione MTV.

I nati negli Ottanta guardano alla Generazione Z, nata dopo il 2000, con uno sguardo misto a invidia e sdegno, vedendo schiere di ragazzini tecnologici che inspiegabilmente acquistano apparecchi elettronici da “archeologia vintage” che per gli Ottanta sono pezzi d’infanzia tra le mani sbagliate. Giovani iperconnessi che la generazione precedente reputa poco attenti alle cose importanti ma che in realtà sembrano molto più svegli dei coetanei di vent’anni prima.

Io sono nata negli anni Ottanta. Ho visto le prime trasmissioni di MTV e le Spice Girls cantare Wannabe, ho indossato le scarpe con la zeppa e avuto il mio primo cellulare quando già frequentavo il liceo. Dell’avvento della rete ricordo che non si poteva usare il telefono di casa se c’era qualcuno connesso e che per scaricare una canzone si doveva lasciare il pc acceso tutta la notte.
Un giorno è arrivato Facebook e qualche anno dopo è stata la volta di Instagram. Oggi il web ci spinge alla corsa forsennata verso l’ottenimento di followers. I più bravi diventano Influencer. Raccontata così sembra una storia senza senso, in realtà è la storia che sta modificando i rapporti tra aziende o professionisti e i loro potenziali clienti, quindi la domanda fondamentale diventa una:

Che cos’è un Influencer ma soprattutto cosa fa un Influencer?

Influencer: individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori grazie al loro carisma e alla loro autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse.

La definizione è tratta dal glossario del marketing. Dietro il lavoro dell’Influencer c’è l’acquisizione della fiducia da parte di un pubblico, conquistata con carisma, autorevolezza e costanza. Per arrivare a ricoprire questo ruolo, infatti, è necessario garantire una propria presenza su Instagram cadenzata dalla pubblicazione di contenuti autoprodotti che risultino accattivanti per il target che si intende raggiungere.
Non occorre, dunque, parlare di moda per diventare Influencer ma essere bravi nel far arrivare il proprio messaggio in modo unico ed interessante ad un pubblico selezionato e lavorare sodo.

Cosa fa un Influencer:
• Sceglie la propria nicchia. In un mare di iscritti ad Instagram che postano foto di Moda, Viaggi, Animali, trovare una nicchia di riferimento è fondamentale. Molto più facile emergere come Dottore in Medicina innamorato delle terapie antiaging che come Giovane neolaureato che recensisce film
• Racconta la sua storia. Spesso il ruolo in cui ci si cala ogni giorno condiziona atteggiamenti anche al di fuori di quel contesto specifico e spesso capita di vedere un medico al supermercato parlare con l’addetto alla gastronomia come se avesse davanti un paziente. Non siamo ciò che facciamo ma possiamo trasmettere agli altri perché lo facciamo e cosa ci ha spinto a farlo. Solo portando avanti quella passione si può essere autentici e interessanti
• Segue uno stile narrativo. Ogni Influencer è riconoscibile perché ogni post ha il suo stile. Il modo di parlare, la scelta dei contenuti e la frequenza di pubblicazione sono elementi distinguibili per tipologia ma uniti dallo stesso stile
• Sceglie gli hashtag giusti. Non esistono contenuti condivisibili se nessuno li trova. Gli hashtag aumentano la visibilità di ogni contenuto, unica regola da seguire è il criterio di scelta: in base al tema trattato, infatti, l’hashtag giusto da inserire va ricercato con accuratezza

instagram Aziende, visibilità e personal branding

Instagram garantisce livelli di coinvolgimento ed interazione maggiori rispetto a Facebook o Twitter. Sia che si tratti di proporre i prodotti di altre aziende, come molti Influencer fanno, che in caso di personal branding, è importante saper stare sul social. Oltre alle regole appena elencate, per rendere profittevole l’esperienza è importante costruire una strategia di marketing efficace.
• Una volta individuato e comunicato il perché i follower dovrebbero seguirlo, l’influencer fissa degli obiettivi. Crea un piano editoriale per fissare quali contenuti pubblicare e con quale cadenza
• Si assicura che la biografia del proprio profilo sia completo e soprattutto contenga: hashtag giusti, link al blog o sito personale
• Cerca gli altri Instagrammer e partecipa alle conversazioni. L’attività del potenziale influencer è come quella di un PR, alla base del suo successo c’è un costante lavoro orientato a tessere nuovi rapporti, attività che in gergo si chiama: Fare Rete


di Tesera Peccerillo