L'editoriale

Belle a tutti i costi?

Maria Lucia Panucci Cari lettori,
dal 18 al 21 gennaio scorso, presso l’Hotel Roma Aurelia Antica, si è tenuta la nuova edizione del Congresso di Medicina Rigenerativa Estetica. Nell’ambito dei lavori, riservati a medici, infermieri, farmacisti, cosmetologici e in generale a coloro che si muovono in questo ambito, è stata prevista una sessione di formazione professionale proprio per noi giornalisti. Lo scopo era quello di sensibilizzarci sull’importanza di una corretta informazione su quello che riguarda la medicina estetica e la chirurgia plastica.
Lungi dall’essere un lusso esclusivo, appannaggio dei soli vip, il ricorso al bisturi è diventato un fenomeno molto diffuso anche tra la gente comune. Complici i social network che impongono modelli inaccessibili perché virtuali e quindi frutto di photoshop ed altri ritocchi d’immagine, complice la sindrome da Barbie e Ken che sta spopolando nei salotti televisivi, sempre più persone decidono di andare dal chirurgo per stare meglio con se stesse e soprattutto per sentirsi più adeguate rispetto alle regole dettate dalla società moderna negli ultimi anni.
editoriale Secondo i dati pubblicati dalla Società Internazionale di Chirurgia Estetica nel 2016 gli interventi hanno superato i 23 milioni e nel 2017 sono stati spesi nel mondo ben 8,6 miliardi solo per le sostanze necessarie per questo tipo di operazioni, a partire dal silicone. Tra le donne che finiscono sotto i ferri per modificare il proprio corpo, in pole position ci sono le americane, seguite dalle brasiliane e dalle giapponesi. Al quarto posto della classifica ecco comparire le italiane. Secondo una indagine Doxa nel Bel Paese si conta circa mezzo milione di interventi estetici all’anno. Le parti più ritoccate? Glutei, pancia, seno e naso.
L’alta redditività della chirurgia e della medicina estetica ha fatto sì che ovunque gli utenti possano incappare in annunci che pubblicizzano questo tipo di interventi, in primis sui social network, Instagram in particolare. Il grosso problema è che dietro la maggior parte di questi annunci ci sono medici che non hanno alcuna specializzazione in chirurgia plastica o peggio ancora persone che non hanno alle spalle studi di medicina. Ma tutto questo poco importa. È risaputo che molte persone si lascino condizionare dal prezzo accattivante, senza verificare l’effettiva competenza della persona a cui decidono di affidarsi e senza informarsi sulla qualità dei prodotti utilizzati. Ecco che poi sentiamo in televisione le testimonianze di donne sfigurate dalla chirurgia plastica o addirittura morte per una liposuzione.
Ma bisogna veramente rischiare così tanto per essere belle? La risposta è ovviamente no. Purtroppo, trattandosi di una questione estetica, si tende a banalizzare i pericoli a cui si può andare incontro. Come è stato più volte sottolineato al CoMRE19, da un lato noi operatori della comunicazione abbiamo l’obbligo di dare corrette informazioni, senza causare falsi allarmismi, ma affidandoci a fonti scientifiche accreditate, dall’altro anche chi decide di finire sotto i ferri deve prendere le dovute precauzioni per fare una scelta sempre consapevole. Per questo vi invito ancora una volta a leggerci e a visitare il nostro portale infoestetica.it dove potrete trovare i curricula dei professionisti ai quali abbiamo deciso di affidarci. In questo numero scoprirete i metodi non invasivi per ringiovanire il viso e il corpo.
Buona lettura e ricordate, l’informazione prima di tutto!


di Maria Lucia Panucci

15 Febbraio

Roma, Tastevere

Prima data

logo