CHIRURGIA “NATURALE”




Il PrP a cosa serve e di cosa si tratta?

PRP sta per “Plasma Ricco di Piastrine”, ed è un concentrato di piastrine ottenuto dalla centrifugazione di un modesto quantitativo di sangue prelevato da una vena del braccio come se si trattasse di un normale prelievo a scopo diagnostico. La provetta viene inserita in una centrifuga con numero prestabilito di giri per tempo noto (5-10`). Alla fine nella provetta le piastrine si concentrano, vengono riconosciute, prelevate e immediatamente infiltrate nel derma del cuoio capelluto dello stesso paziente. A questo punto dalle piastrine si liberano i “fattori di crescita” che sono proteine che vanno a stimolare i bulbi piliferi a produrre un capello più sano e che cade di meno. Vengono infiltrate le aree con i capelli sottili e diradati oppure la regioni sottoposte a trapianto per favorire l’ attecchimento dei bulbi. Le indicazioni sono identiche a quelle del “Metodo Rigenera” prima elencate ed infatti le due metodiche si possono associare perchè, nella nostra esperienza, si potenziano a vicenda. La metodica legata al PRP non è standardizzata, quindi a maggior ragione è importante che il paziente si affidi ad un professionista con esperienza, che lavori in una struttura autorizzata, che usi Kit a norma di legge che permettano di raggiungere una concentrazione di piastrine terapeuticamente valida e accertata dalla letteratura medica internazionale. Senza questi tre requisiti il Prp non si può fare, è vietato e non ha efficacia.



Quali sono i tempi consigliati nel trattamento della calvizie?

Il metodo Rigenera, così come il PrP, non sono metodi che si sostituiscono al trapianto. Si tratta di terapie complementari alla terapia dermatologica oppure, in caso di trapianto, il Rigenera e il PRP servono a far sì che i capelli attecchiscano meglio. La nostra casistica prevede il seguente protocollo:

Tempo 0: PRP+RIGENERA
Dopo 6 mesi: PRP
1 volta /anno: PRP + RIGENERA





Ci sono dei rischi?

Nessuno perchè si tratta di prodotti autologhi, ovvero il donatore e il ricevente sono la stessa persona. I rischi maggiori sono legati alle aspettative false del paziente. Il paziente affetto da calvizie farebbe qualsiasi cosa per risolvere il suo problema ma non esiste un farmaco elettivo che porti ad una soluzione. Spesso si pensa che con il Rigenera o il PRP i capelli caduti possano ricrescere, quindi che sia possibile evitare il trapianto. Non è così. Se nel codice genetico del paziente è scritto che i capelli cadranno, questo purtroppo succederà a prescindere dall’intervento rigenerativo. Quello che si può fare con le metodiche illustrate è favorire il ritardo della caduta dei capelli in simbiosi con la terapia dermatologica oppure facilitare l’attecchimento dei capelli a seguito del trapianto.



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