CHIRURGIA PLASTICA, questa sconosciuta!

La Chirurgia Plastica rappresenta una branca della chirurgia di cui spesso vengono travisati il significato e i campi d’azione. Se ne parla nei programmi tv per fare spettacolo, nei salotti per conversare, si redigono articoli sui giornali come se si trattasse di un fenomeno mediatico di cui tutti possono interessarsi e si dimentica invece che è una branca della medicina.

La chirurgia plastica è un’antica arte medica che si può far risalire ai Fenici e agli indiani dell’India, se ne parla nella Scuola Medica Salernitana e ha trovato un inaspettato incremento addirittura in Sicilia durante il Medioevo. Facciamo un bel salto per arrivare al secolo scorso quando la Chirurgia plastica ha ricevuto un grande impulso come chirurgia ricostruttiva delle mutilazioni durante i disastri bellici. In contemporanea il campo d’azione si è allargato all’infortunistica sia sul lavoro che sulla strada, all’affinamento delle metodiche per curare le malformazioni e alle ricostruzioni dopo interventi demolitivi a causa delle neoplasie.

Accanto alla Chirurgia Plastica Ricostruttiva c’è sempre stata la sorella Chirurgia Estetica che ha sempre fatto la parte della “prima donna” distraendo spesso l’attenzione dalla parente che povera non è. Il Chirurgo Plastico si è sempre interessato di “plasmare” il corpo umano nel campo ricostruttivo per far ricordare il meno possibile al paziente l’incidente o la malformazione patita ed ha agito nel campo dell’estetica per modellare un inestetismo vissuto con disagio.
è chiaro che nell’ambito del proprio quotidiano lavoro, il Chirurgo affina la propria cultura e capacità nel campo d’azione “visitato” più di frequente e si specializza negli interventi che effettua più spesso. Al di là dell’intervento in cui il chirurgo è “specialista” esiste un denominatore comune per tutti, ovvero la massima attenzione del particolare. Ogni professionista opera affinché la guarigione proceda in modo da lasciare una cicatrice il più gradevole possibile. Attenzione: contrariamente a quanto si crede la cicatrice esiste sempre e non c’è “plastica” che la elimini, ci sono belle cicatrici che più facilmente si possono mascherare, questo è vero, ma nessuno è un mago che con un colpo di bacchetta magica fa sparire “i segni” delle incisioni.

Uno slogan sempre attuale recita: “belli fuori, sani dentro”

Il messaggio è che non si può curare un particolare a prescindere dall’insieme della persona e questa filosofia è bene interpretata dalla “medicina del benessere” rivolta a prevenire i processi di invecchiamento per renderci più efficienti nel fisico e nella mente. Star bene significa trovare un sano equilibrio nel curare il tono dell’umore, dormire bene, avere una valida vita sessuale, avere un corretto rapporto con l’alimentazione, fare una sana attività fisica: è inutile dimagrire in modo drastico e faticoso per la famigerata “prova costume” e poi ingozzarci di tutto quando finalmente si è in vacanza, è sciocco curare la pelle tutto l’anno, magari con costosissime creme, e poi esporsi al sole in modo sconsiderato.
Entriamo nel concreto: vogliamo iniziare un percorso che porterà a chiarire le idee sui tanti “si dice che”, “è vero che” e questo cammino lo faremo insieme. In ogni articolo affronteremo un argomento senza seguire sempre una scaletta prestabilita. Nel prossimo incontro cominceremo a parlare dell’estetica del viso: a che età si può fare un lifting? Quanto dura una blefaroplastica? Come si tolgono le rughe? Come si evitano le labbra “a canotto”? Abbiamo elencato solo alcune delle domande più ricorrenti alle quali cercheremo di dare delle semplici e, speriamo, esaurienti risposte.
Ci aspettiamo però altre richieste e suggerimenti da parte dei lettori in modo da rendere più vivace il nostro excursus.
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Dr Ciro De Sio



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