Medicina Estetica

Dermo Tricopigmentazione Roma "Tatuaggio Capelli"

Trattamento In Breve


• Che cos’è la Tricopigmentazione ricostruttiva: trattamento estetico del cuoio capelluto
• A cosa serve: a trattare zone interessate da alopecia o nascondere cicatrici
• Quanto dura: circa due anni
• Quanto costa: da 700 a 1700 euro circa (in base al grado di calvizie)

Dr. Luca Pirrone

Calvizie: tutti i vantaggi della tricopigmentazione

La caduta dei capelli è un fenomeno che colpisce prevalentemente la popolazione maschile ma non solo.
La calvizie è un inestetismo vissuto con grandi difficoltà, soprattutto è causa di disagi psicologici a volte gravi. Per questo e molti altri motivi, la scienza medica ha elaborato soluzioni in grado di risolvere o minimizzare il problema. Il trapianto di capelli è di certo il metodo più efficace accanto al quale la medicina rigenerativa sta sviluppando ulteriori metodiche molto interessanti.
La Tricopigmentazione rappresenta un valido aiuto per chi volesse camuffare zone interessate da alopecia o completare un trapianto dando al cuoio capelluto un aspetto più folto. Luca Pirrone, infermiere specializzato nel trapianto di capelli e socio della Società Italiana di Tricologia e Chirurgia della Calvizie - Tricoitalia, ci ha spiegato in cosa consiste il trattamento ed a quali pazienti è rivolto.

Che cos’è la tricopigmentazione?

«Con il termine Tricopigmentazione Temporanea si intende l’introduzione di un pigmento specifico nel derma superficiale per mezzo di aghi appositamente progettati. Questo trattamento ha l’obiettivo di replicare le unità follicolari. Sono utilizzati solo pigmenti definiti bioassorbibili perché in circa due o tre anni questi vengono fagocitati e smaltiti dal nostro sistema immunitario».

È corretto parlare di tatuaggio capelli?

«No. Il trattamento viene eseguito in ambulatorio. La tecnica consiste nell’iniettare dei pigmenti specifici nel cuoio capelluto mediante un dermografo.
Spesso ci si può confondere e associare la tropigmentazione al tatuaggio. È simile solo nella sua esecuzione meccanica perché, a livello tecnico, è molto diversa. Infatti se il tatuaggio veicola pigmenti di grandi dimensioni superiori ai 100 micron che vengono depositati nel derma profondo, la tricopigmentazione interessa il derma superficiale (0.5 mm), con pigmenti specifici. Il comune tatuaggio è permanente poiché l’inchiostro è composto da cristalli di dimensioni variabili di cui la maggior parte troppo grandi per poter essere fagocitati dalle cellule del nostro sistema immunitario. Infatti, il motivo per cui i tatuaggi virano di colore nel corso degli anni è dovuto alle differenti dimensioni dei cristalli di pigmento: i più piccoli vengono smaltiti dalle nostre “cellule spazino”, i più grandi permangono.

Nella tricopigmentazione ricostruttiva i pigmenti specifici sono setacciati e ridotti in piccole dimensioni, diventando strutturalmente dei cristalli tutti della stessa dimensione. In questo modo possono essere smaltiti dalle cellule fagocitarie che, con il tempo, attenuano il pigmento in modo omogeneo e progressivo. A mio parere, il grande vantaggio di un trattamento temporaneo che progressivamente scompare, è determinato dal fatto che il nostro corpo muta nel tempo, procedendo verso l’invecchiamento. Un ventenne che ricorre alla tricopigmentazione temporanea, non avrà il problema di ritrovarsi con un cuoio capelluto scuro quando un domani si dovessero presentare i capelli bianchi. Infine, non dimentichiamoci che l’alopecia androgenetica è una patologia progressiva, e questo è un problema che chi vuole eseguire la tricopigmentazione permanente deve necessariamente considerare.
I pigmenti specifici vengono smaltiti dall’organismo in circa due o tre anni. Oltre ad essere bioassorbibili sono biocompatibili perché non provocano reazioni allergiche in chi si sottopone al trattamento».

A chi consiglia questo trattamento e quali sono i costi?

«È consigliato ad uomini e donne che volessero riprodurre un effetto di capello rasato, dare densità alle aree che presentano diradamento o coprire esiti cicatriziali dopo trapianto di capelli o cicatrici post traumatiche. Lo stesso vale per la correzione di trapianti mal riusciti con effetto “a bambola”.
Poiché il pigmento viene innestato nella parte più superficiale del derma, è un trattamento sicuro che non danneggia affatto le unità follicolari, come invece potrebbe accadere con un tatuaggio permanente, che scende con un ago nel derma profondo.
Unico fastidio è una leggera infiammazione che sparisce entro qualche ora. I costi vanno da 700 a 1700 euro in base alle zone da trattare».

Dott. Luca Pirrone
Infermiere Specializzato blocco operatorio
Tecnico Tricologo n°7516
Sito internet: http://www.tricologiaetricopigmentazione.com/


di Teresa Peccerillo

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