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Eva Grimaldi Intervista

Eva Grimaldi: «La vera bellezza è negli occhi»

In Breve


· Eva Grimaldi intervista: Per Eva Grimaldi la vera bellezza è negli occhi. Oggi, a 59 anni, l’attrice si piace più di prima perché ha imparato ad amare la sua immagine oltre gli stereotipi estetici che le hanno sempre imposto per lavoro.
• I suoi segreti per essere in forma? Si prende cura del suo corpo e del viso quotidianamente, segue il “beauty sleep”, cerca di dormire bene quando non ha impegni con orari impossibili sul set e a teatro.
• Un “trucco” al quale Eva Grimaldi fa riscorso, seguendo gli insegnamenti di sua nonna e di sua madre, è l’acqua di rose. Utilissima per eliminare le impurità della pelle.
• Sì alla medicina estetica, ma i “ritocchini” eccessivi sono da mettere al bando per lei, scelta da Federico Fellini per il film “Intervista” del 1987. Al , lo conquistò con la simpatia e con un seno mozzafiato che, al regista, ricordava l’adorata Anita Ekberg, sua musa ne “La dolce vita”.
• Mai lasciarsi travolgere troppo dalle mode, gli uomini dovrebbero prediligere di più la naturalezza sul piano estetico. L’interiorità prevale sempre sull’esteriorità.

Marta Flavi Guardarsi allo specchio non è un peccato per Eva Grimaldi. L’attrice, sempre più impegnata a teatro, ha imparato a piacersi nonostante il tempo passi in fretta e, complice l’amore per sua moglie Imma Battaglia, quando si osserva vede riflessa la sua anima. Per lei la vera bellezza è negli occhi, in quella luce che brilla di talento e va oltre gli stereotipi della perfezione o dei “ritocchini” estetici in voga nello star system. Perché sono l’ironia e la personalità a rendere bella una donna, non solo il suo aspetto fisico.

Oggi, quando si guarda allo specchio, come si vede?

«Mi vedo una donna matura, che adesso si ama. Non perché prima non mi amassi, ma stavo dietro al prototipo della bellezza intesa come perfezione. È sempre stato così il personaggio di Eva Grimaldi, vestita con un abito alla moda che ne valorizzava l’aspetto esteriore. Ora quelle rughe, che ci ho messo tanto ad avere, me le tengo come diceva Anna Magnani. Davanti allo specchio ci si guarda negli occhi che, a loro volta, sono lo specchio dell’anima. Sento che la mia è bella e non è influenzata dai social, che invece hanno fatto tanti danni soprattutto fra i più giovani!».

Si piace?

«Sì, perché quando mi osservo noto il riflesso di come sono veramente».

Cosa cambierebbe del suo aspetto fisico?

«Forse mi farei ridurre il seno. Ci ho messo una vita per averlo più grande, mentre oggi preferirei una taglia più piccola. È incredibile come, con il tempo e all’età di 59 anni, ci si accetti di più: ad esempio i capelli ricci, perché sei nata riccia mentre hai passato la carriera a lisciarli. Si ritorna alle origini e lo si capisce, come in tutte le cose, un po’ in ritardo».

Marta Flavi La bellezza con il tempo sfiorisce. Non la sua. I segreti per essere in forma?

«Innanzitutto il più possibile una vita sana, seguendo quello che io chiamo “beauty sleep”. Dormire di notte, andare a letto presto. Con il lavoro che faccio ho orari sballati, soprattutto quando sono in scena a teatro. Un corpo disintossicato, senza eccessi nel bere e senza droghe, consente di affrontare meglio i propri impegni professionali. Essere in pace con se stessi è già una conquista sul piano salutare».

Quanto ha contato essere bella nella sua carriera?

«La bellezza per un’attrice è un passepartout, una chiave, una dote che se si possiede consente di entrare in un mondo selettivo e in cui, se non si hanno Santi in Paradiso, è difficile accedere. Però sfiorisce, è necessario investire sull’intelletto, sulla conoscenza di se stessa, sulla comprensione del proprio personale percorso. Dopotutto, siamo qui in quella missione che inizia con la nascita e termina con la morte. Bisogna crearsi la professione step by step, scrivendo su un foglio con carta e penna i propri obiettivi. Mi sto concentrando parecchio sul teatro per questo motivo, è difficile ma si lavora quasi sempre e ad ogni età. Amo il pubblico, mi piace regalare emozioni e riceverle, sentire il respiro degli spettatori. Sul palcoscenico, e dal vivo, l’interiorità prevale sull’esteriorità».

Favorevole ai “ritocchini”?

«Sono favorevole alla medicina estetica, la scienza ha fatto progressi enormi. Sono contraria quando i “ritocchini” diventano eccessivi. Sono anti-eccesso in generale: politico, religioso e chi più ne ha più ne metta».

Cosa ama sua moglie Imma Battaglia del suo corpo?

«Lei ha sempre detto nelle interviste che desiderava un corpo come il mio, con un bacino stretto, quasi androgino a differenza del suo».

E lei del suo? Imma è una donna sportiva.

«Amo il suo fisico con il fianco un po’ più rotondo, un seno vero e naturale. Ha delle cosce sode ed è atletica, non ha una smagliatura, non ha la cellulite. È davvero soda!». (ride, ndr)

Marta Flavi Federico Fellini, che la scelse per il film “Intervista” del 1987, invece di cosa si innamorò? Del talento o della bellezza di una giovane attrice?

«Lui rimase colpito dal mio modo di agire al provino, che fu divertentissimo, e dal mio studio prima di presentarmi all’audizione. Mi fece chiamare dopo avermi visto in fotografia, avevo posato in alcuni scatti per il fashion magazine “Amica”, gli ricordavo Anita Ekberg, protagonista della sua “Dolce vita” e della quale andava pazzo. Mi imbottii il seno per stupirlo, lo conquistai con la simpatia. Rappresentavo l’idealtipo della donna felliniana».

Ha mai pensato di ricorrere alla chirurgia estetica per eliminare un difetto?

«Oggi ho un po’ paura».

Dedica molto tempo alla cura personale?

«In questo periodo ogni giorno apro uno scatolone perché sto facendo un trasloco. In genere, però, ho delle regole ben precise: mai andare a letto truccata, detergere sempre il viso, manicure e pedicure. Uso spesso l’acqua di rose, la utilizzavano mia nonna e mia madre: messa dapprima in frigorifero, poi toglie tutte le impurità della pelle. Da tanto sono ferma con la palestra, vivo di rendita del passato, dovrei ricominciare con un personal trainer. Sono pigra, ho troppe cose da fare, ma riprenderò. Adesso, almeno dieci volte al giorno, vado su e giù per le scale fino al quarto piano. Ho delle gambe e dei glutei pazzeschi. Potrei gareggiare con Belén Rodriguez!». (ride, ndr).

Marta Flavi Il suo mito?

«Marilyn Monroe: il suo addome pronunciato, la morbidezza e l’eleganza di un’icona del cinema internazionale».

E gli uomini? Il suo amico Gabriel Garko ha fatto ricorso alla medicina estetica. Cosa ne pensa?

«Lasciando perdere Gabriel, il discorso riguarda gli uomini in generale. Esagerano, stanno superando addirittura le donne. Hanno scoperto i centri estetici, il trend delle sopracciglia ad ali di gabbiano. Invece, a mio parere dovrebbero seguire maggiormente la propria natura. Come si dice, “l’omo adda puzza’!”. Viva la pancetta, basta gli addominali a tutti i costi e questo machismo, pieno di tatuaggi, che inizia a fare paura. Amo i gay, ho sposato Imma e le sue convinzioni, ma la tendenza impazza soprattutto tra gli omosessuali. Mentre gli etero sono diventati più effeminati».

Il consiglio di Eva ad una ragazza che sogna di fare l’attrice?

«Studiare e, dal punto di vista estetico, cercare piacersi comunque. L’attore non deve essere perfetto, se si ha qualcosa negli occhi, la luce del talento, esce tutto fuori e il pubblico lo nota. Ci sono serie tivù, tra cui“Suburra”, in cui gli interpreti comunicano la loro forza attraverso l’espressività del volto, indipendentemente dalla bellezza. Per tale motivo sono seguitissime».


Articolo di Claudio Borghese