Medicina Estetica

Oncoestetica. Quando il benessere del paziente oncologico passa dalla cura dell’estetica

In Breve


• La dr.ssa Gloriana Assalti si occupa di Oncoestetica da molti anni, svolgendo la sua attività prevalentemente all’ospedale Fatebenefratelli di Roma
• L’oncoestetica è la disciplina che, attraverso la cura dell’estetica, sostiene il paziente oncologico nel suo percorso di guarigione
• Con prodotti cosmeceutici adatti si possono prevenire molti effetti collaterali di chemio e radioterapia

La dr.ssa Gloriana Assalti, farmacista cosmetologa, è stata tra i primi ad occuparsi di oncoestetica in Italia. Il benessere del paziente oncologico, sostenuto da cure e attività legate all’estetica, è un argomento che sta molto a cuore ad Infoestetica che sostiene l’associazione Oncoestetica Onlus del prof. Andrea Garelli e di cui ha parlato anche in un recente articolo.
Abbiamo raggiunto la dottoressa al telefono per rivolgerle alcune domande ed approfondire l’argomento.

Oncoestetica Cura della pelle e bellezza ritrovata per guarire più in fretta
Dai primi anni del 2000, la dr.ssa Assalti offre il suo supporto ai pazienti oncologici. Ha iniziato presso l’ospedale Fatebenefratelli di Roma e il suo sogno è che questa disciplina sia resa nota ed accessibile a tutti i pazienti oncologici d’Italia. Il primo passo da fare sarebbe proprio convincere gli oncologi a fare maggiore informazione, e la volontà e la passione affinché tutto questo sia un giorno realtà ci sono tutte.
“Innanzitutto è importante che io mi presenti nel mio ruolo di farmacista e cosmetologa, proprio per far intendere che considero il cosmeceutico un po’ come un farmaco” ha esordito la dottoressa. “Sebbene non esista una legge che lo vada a definire come tale, nella mia professione ho avuto modo di fare uso di prodotti che hanno effetti benefici sul paziente quasi alla stregua del farmaco”.

In che modo i cosmeceutici possono dare supporto ad una terapia farmacologica?
“Capendo quale tipo di chemio il paziente fa, si riesce ad agire in prevenzione degli effetti collaterali della terapia. Ad esempio, la secchezza delle mani conseguente la chemio per il tumore al seno viene prevenuta con l’impiego di idratanti specifici, l’uso di guanti di cotone e altro”.

Quali attività svolge l’oncoestetica nel supporto ai pazienti?
“Con le cure cosmeceutiche si possono prevenire alcuni effetti collaterali come la xerosi e le fessurazioni. Oltre a questo, offre particolare attenzione al sostegno del paziente da un punto di vista estetico e psicologico, due aspetti strettamente correlati. Informare il paziente, soprattutto nel caso delle donne, che la terapia lo porterà a perdere i capelli, le ciglia e le sopracciglia, gli permette di decidere in che modo gestire il cambiamento. Tagliare i capelli prima di vederli cadere, ad esempio, è meno traumatico. A questo si aggiunge una cura costante del cuoio capelluto e un monitoraggio della ricrescita per far sì che i capelli che crescono siano sani e non intossicati dalla chemio”.

Da cosa si parte?
La cura della pelle è primaria. Non tutti sanno che un percorso chemioterapico apporta dei cambiamenti all’aspetto della pelle che sono causa del cosiddetto “aspetto da malato”. Per un paziente è fondamentale guardarsi allo specchio e non vedere costantemente i segni della malattia perché una condizione psicologica favorevole porta ad una guarigione più rapida”. E per quanto riguarda il make-up e i corsi di auto-trucco per le pazienti?
“Il make-up arriva in un secondo momento. Non tutte le pazienti si truccano e, in ogni caso, il make-up e il trucco semipermanente devono completare una condizione di cura del derma già avviata”.

Ci sono delle controindicazioni riguardo l’uso di determinati cosmetici?
Bisogna conoscere gli ingredienti e, quindi, il codice inci di un cosmetico. Soprattutto bisogna fare attenzione agli allergeni perché i soggetti affetti da patologie sono più sensibili. In linea di massimo quello che occorre sapere è evitare parabeni e scegliere cosmetici con pochissimi ingredienti. Ma anche in quel caso occorre il supporto di uno specialista perché non è detto che un prodotto cosiddetto “naturale” sia adatto al caso, bisogna sapere come sono stati estratti gli ingredienti e molto altro”.
In chiusura dell’intervista la dottoressa ha confermato che troppo spesso, una delle difficoltà più grandi riscontrate nello svolgimento del suo lavoro, sta nella reticenza degli oncologi ad informare i pazienti. Fortunatamente, però, infermieri e associazioni interessati a sostenere la causa sono sempre più numerosi e l’Oncoestetica continua a crescere e ad aiutare i pazienti nel loro percorso di guarigione.


di Teresa Peccerillo

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